L’attrice francese interpreta la diva che fece innamorare il ribelle Serge Gainsbourg e gli fece comporre la scandalosa canzone Je t’aime moi non plus

Laetitia Casta tornerà presto sui grandi schermi di tutto il mondo – tranne che in Italia – nei panni della mitica B.B. Il film Gainsbourg, vie héroïque è incentrato sulla vita del compositore e musicista ribelle Serge Gainsbourg, ma Brigitte Bardot vi compare come appassionata amante che ispirò una delle canzoni più belle e scandalose di tutti i tempi – attirò anche le ire del Vaticano – Je t’aime moi non plus.

La scena si apre con una sensualissima Brigitte Bardot che dorme nuda. Nella stessa stanza, seduto al pianoforte, Serge Gainsbourg compone per lei una canzone d’amore, la prima come provocatore e agitatore dei ruggenti anni ’60. Poi BB si sveglia e, quando si alza, nel corpo bianco e affusolato riconosciamo, sotto la gran massa di capelli biondi, il broncio di Laetitia Casta. Serge, invece, è interpretato dall’attore teatrale francese, Eric Elmosnino, quasi sconosciuto, una scelta dettata soprattutto dalla grande somiglianza all’originale. Il regista Joann Sfar spiega che il film non è una biografia ma un racconto, quasi una favola, dove il protagonista appare come uno sciupa femmine costantemente seguito dal proprio alter ego. Attraverso il film scopriamo che Je t’aime, moi non plus, che mimava un amplesso, doveva essere interpretata da Gainsbourg con Brigitte. Poi l’appassionata storia con la diva, che era sposata, si esaurì e nella vita di Serge entrò Jane Birkin, che poi canterà con lui questo pezzo indimenticabile.

Tornata al suo colore naturale di capelli, Laetitia Casta riconosce l’importanza del personaggio da lei interpretato. “Quando il regista mi ha proposto di fare la Bardot mi sono preoccupata di contattare Brigitte. Se lei non fosse stata d’accordo, o avesse espresso delle riserve, non se ne sarebbe fatto niente. Invece, è stata adorabile. Mi ha incoraggiata, mi ha raccontato moltissime cose della sua storia con Gainsbourg. E ha aggiunto: nei hai, di lavoro da fare, per diventare me!”. Il risultato è più che accettabile, anche se la mitica B.B. non è replicabile.

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