È una delle prime storie ad aver portato nella fantascienza il concetto di viaggio nel tempo basato su un mezzo meccanico, inaugurando un intero filone narrativo che ha avuto particolare fortuna nel XX secolo.
La macchina del tempo pose immediatamente il giovane H.G.Wells al centro di una grande attenzione.
Divenuto presto immensamente popolare, il romanzo diffonde a livello internazionale la teoria quadrimensionale, che accosta il tempo alle tre grandi dimensioni dello spazio (lunghezza, larghezza e spessore), rendendo conseguentemente plausibile e veritiera la possibilità di un viaggio nel tempo, fino ad allora pura illusione, divenuta cardine della fantascienza dei nostri tempi.
Ma l’elemento fantascientifico non è l’unico punto trattato da Wells nella sua opera, in quanto dalle pagine di questa insolita opera emerge una seria analisi della società del proprio tempo, confutando categoricamente la definizione di Belle époque, di moda in quegli anni.
Non è il solito romanzo di fantascienza, non siamo in un mondo asimoviano né da Guerre Stellari.
Siamo nel nostro mondo, nella nostra realtà o, meglio, in quella di fine ottocento. Forse proprio per questo, la storia ci sembra più credibile.
Trama:
Nell’Inghilterra di fine Ottocento, un eccentrico scienziato ed inventore, grande conoscitore di fisica e meccanica, racconta ai suoi più stretti amici di aver trovato il modo di viaggiare nel tempo, ma il suo racconto non viene creduto.
Egli racconta di aver costruito un mezzo in quarzo e avorio capace di viaggiare avanti e indietro nel tempo, ma non nello spazio, e di aver navigato lungo la corrente del tempo fino a raggiungere l’anno 802.701, periodo in cui l’umanità gli si è presentata divisa in due tronconi differenti, delle quali la prima che incontra sono gli Eloi, creature fragili, infantili, gentili e pacifiche che conducono una vita di divertimento, di distrazione e di scarsa attività intellettuale.
Tra le genti degli Eloi stringerà una particolare amicizia con la giovane Weena.
Successivamente, quando scopre che la sua macchina del tempo è stata rubata, il viaggiatore nel tempo si imbatte nei Morlocchi (Morlock nell’originale), esseri mostruosi e ripugnanti che vivono nelle viscere della terra, che escono la notte per cibarsi delle carni degli Eloi, da loro accuditi e allevati come bestie da macello.
Dopo duri scontri con i Morlocchi e grandi insistenze presso gli Eloi, l’inventore si addentra nella Bianca Sfinge, baluardo sotterraneo dei Morlocchi, e, anche grazie al sacrificio di Weena, recupera la sua macchina e cerca di tornare nella sua epoca. Sbagliando direzione, si addentra ancor di più nel futuro ed attraversa ere desolate, in cui la Terra congela sotto un sole rosso. Infine riesce a tornare alla propria epoca d’origine.
Raccontato quanto ha visto e vissuto, il viaggiatore rimonta sul suo mezzo e riprende a vagare nel tempo, senza però fare ritorno.
Fonte: Wipikedia
Commenti