Baarìa è un colossal a tutti gli effetti, basti pensare che la seconda parte del film è stata girata in Tunisia, ricostruendo minuziosamente tutta la cittadina siciliana così com’era negli anni 30.
Il film tuttavia, nonstante gli enormi sforzi della produzione, non riesce ad emozionare. Gli eventi si succedono didascalicamente, le descrizioni sono attente e minuziose, gli attori bravi e Tornatore dietro la macchina da presa è il solito maestro, il solito poeta. Ma a Baarìa manca il quid, il luccichio, la scintilla che rende il narrato non solo verosimile ma anche vero. Come una testa di leone imbalsamata, meravigliosa nella sua perfezione ma senza vita negli occhi.
LA TRAMA:
Il film racconta la vita nel comune siciliano di Bagheria, dagli anni venti fino agli ottanta, attraverso la storia di una famiglia e tre diverse generazioni. Protagonista è Peppino Torrenuova, attraverso il quale si vede l’evoluzione del paese: dalla mafia, al fascismo ed alle lotte sociali post-belliche.
Peppino Torrenuova è un bambino della che sin da piccolo è costretto a lavorare come bracciante e successivamente come aiuto di un pastore.
Inizia a coltivare idee comuniste e inizia a dedicarsi a tempo pieno al partito.
Peppino si innamora della coetanea Mannina ma l’amore fra i due è ostacolato dai genitori di lei, che non vedono di buon occhio le pessime condizioni economiche della famiglia di Peppino. I due continuano in segreto la loro relazione.

La compilation
Dunyayi kurtaran
Romeo + Giulietta
Tette ballerine
La tela di Penelope
Record del mondo di
Peter e il pene
Fuffas e le tombe
Amore per la pecora
Guano Apes –
Breakers come i
The Employment,
Window to the World
No Doubt –
Meglio il Tau o il
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