Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie (spesso contratto in Alice nel paese delle meraviglie, titolo originale Alice’s Adventures in Wonderland) è un’opera letteraria pubblicata per la prima volta il 4 luglio 1865 scritta dal matematico e scrittore inglese reverendo Charles Lutwidge Dodgson, sotto il ben più noto pseudonimo di Lewis Carrol.
Oggi ritroviamo nelle sale cinematografiche l’ultima riproposizione del capolavoro della letteratura. La regia è stata affidata a Tim Burton, e questa scelta sembra esser stata dettata dalla necessità di avere la botte piena e la moglie ubriaca (leggi critica e pubblico soddisfatti). Forse però la magia non è riuscita.
Tim sembra essersi perso nei meandri dell’intrattenimento puro, fine a se stesso.
Questa versione di Alice ci convince poco, non ci induce a riflettere, non ci diverte, non ci fa sognare
. E’ come se un pizzicotto fosse pronto a svegliarci ogni volta che stiamo per lasciarci andare ai viaggi della mente. Questo dovrebbe avvenire alla fine, invece è una sorta di leitmotiv che accompagna tutta la narrazione.
Il finale poi è desolante: ridurre tutta la fantasia e il pensiero laterale di Alice alle visioni futuristico-aziendali di una novella yuppie si commenta da sè.
L’accoppiata Burton-Disney ci lascia con un forte senso di incompiuto. Necessità aziendali? Tim, torna in te.

La compilation
Dunyayi kurtaran
Romeo + Giulietta
Tette ballerine
La tela di Penelope
Record del mondo di
Peter e il pene
Fuffas e le tombe
Amore per la pecora
Guano Apes –
Breakers come i
The Employment,
Window to the World
No Doubt –
Meglio il Tau o il
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