Arrapaho è un film del 1984 diretto da Ciro Ippolito, ispirato all’omonimo LP degli Squallor, pubblicato nel 1983.
Gli Squallor partecipano alla sceneggiatura e compaiono nel film come attori.
Il titolo del film (e dell’album) è ispirato della tribù indiana degli Arapaho, popolo dedito soprattutto al commercio ed alla caccia nomade.
 
Scella Pezzata, figlia del capo indiano Palla Pesante della tribù dei Cefaloni, è promessa sposa di Cavallo Pazzo, ma è innamorata di Arrapaho, figlio del capo indiano Mazza Nera della tribù degli Arrapaho, il quale è a sua volta oggetto dei desideri di Luna Caprese della tribù Froceyenne.
Palla Pesante non può seguire le vicende amorose perché è occupato a invocare gli dei della pioggia, a fare soliloqui con il cavallo Alboreto (un purosangue che giorno dopo giorno si rimpicciolisce fino ad arrivare alle dimensioni di un pony) e a tentare di risolvere il problema delle nascite che nel villaggio sono pari a zero.
Arrapaho e Scella Pezzata vengono rapiti da Cavallo Pazzo, ma grazie al salvataggio ad opera di Latte Macchiato della tribù dei Froceyenne e di Cornetto Solitario della tribù degli Arrapaho riescono a fuggire insieme. A Cavallo Pazzo non resta che rifugiarsi nelle braccia di Luna Caprese.
Il Film termina con una rappresentazione dell’Aida sulla falsa riga del brano che apre l’album.
 
Nel film sono presenti nove break che non hanno nessun nesso con la storia:
Spot-parodia (carne in scatola, detergente intimo)
"Tranvel Trophy" (la saga di un impiegato che non riesce mai a prendere il tram in tempo)
Le avventure di Berta (Marta Bifano figlia dell’attrice Ida Di Benedetto), che descrivono il corteggiamento di una ragazza da parte di uno spasimante (presenti anche in due pezzi su altrettanti dischi degli Squallor, nel secondo lo spasimante si rivelerà chiamarsi Umberto ed essere di un partito chiamato Lega…).
"Pierpaolo a Rio" che narra la vita di Pierpaolo, un ragazzo viziato in grado di ottenere (grazie ad un pressante turpiloquio nei confronti del padre) una sussistenza economica in grado di permettergli una vita agiatissima e lussuosa.
 
Il Morandini definisce la pellicola "il più brutto film della storia del cinema italiano";
Nel commento al film, presente nel DVD Ippolito si fregia del fatto di aver fatto il peggior film nel peggior momento del cinema italiano;
I "break" del film, su ammissione del regista, servivano per portare il film, di per sé molto breve, a un minutaggio standard’;
I demenziali titoli di coda furono girati allo scopo di recuperare sette minuti mancanti per ottenere una lunghezza accettabile. Vi appare lo stesso regista mentre la base musicale + tratta da una rappresentazione dell’Aida messa in scena all’Arena di Verona.
Il film uscì il 14 agosto 1984, in due cinema in tutta Italia (uno era a Viareggio e Ippolito portò personalmente le pizze del film con tre ore di ritardo). Costato 135 milioni, incassò cinque miliardi.
Daniele Pace, nelle vesti di capo indiano, canta come danza della pioggia La pioggia scritta da lui stesso insieme a Mario Panzeri e Corrado Conti.
Gli Squallor chiesero a Cesare Ragazzi di apparire nel film per la scena del taglio dello scalpo di Cavallo Pazzo. Ragazzi rifiutò, ma la sceneggiatura non venne cambiata e venne utilizzata una controfigura.
 
 

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