"Che cos’è un fantasma?
Un evento terribile condannato a ripetersi all’infinito
Forse solo un istante di dolore
Qualcosa di morto che sembra ancora vivo
Un sentimento sospeso nel tempo
Come una fotografia sfocata
Come un insetto intrappolato nell’ambra"

Con queste parole si apre il film di Guillermo del Toro, realizzato nel 2001 ma uscito nei cinema italiani solo nel 2006. Un film dimenticato per troppo tempo, apparso prima in quasi tutto il mondo e molto tardi da noi.
Il film è ambientato nel periodo della guerra civile spagnola, nel 1939, in un orfanotrofio in mezzo alla campagna iberica, in mezzo al nulla.
Il mondo civile sembrerebbe lontano, se non fosse per una grande bomba caduta nel cortile interno dell’orfanotrofio e mai esplosa. A volte la bomba sembra quasi parlare, pare quasi ricordarci che la guerra è lì, a due passi, e il fatto di non ‘vedere’ non esclude la violenza del mondo.
La storia ruota attorno a 
Carlos, un bambino appena arrivato nell’orfanotrofio, che entra in contatto con una strana presenza, già nota anche agli altri bambini ma ignorata dagli adulti.
Guillermo ci parla della morte, della violenza, ma anche dell’amore e della lotta del piccolo contro il grande. Il tutto contornato dall’elemento sovrannaturale, che ci rammenta sempre che l’invisibile esiste, e che spesso compenetra il visibile, il quotidiano.
{lang: 'it'}
Pubblica su...