Chi si è collegato sulla home page di Google oggi, 9 giugno 2011, avrà certamente notato il nuovo Doodle di Google, realizzato per celebrare il 96° anniversario della nascita di Gibson Les Paul. (I Doodle di Google sono le immagini sopra il campo per la ricerca che spesso Google cambia, adattando il suo logo ad eventi o ricorrenze di rilevanza mondiale).
La particolarità di questo nuovo Doodle è che per la prima volta è interattivo e permette di suonare le corde della pseudo-chitarra che vediamo, semplicemente passandoci sopra con il mouse; i suoni che sentiremo sono campionamenti del particolarissimo suono della Gibson Les Paul, una chitarra che ha fatto storia.
Di seguito una carrellata di foto della mitica chitarra e un pò di storia…
La Gibson Les Paul è un modello di chitarra elettrica progettata nel 1952 e tuttora prodotta con forma, materiali ed elettronica sostanzialmente invariati rispetto al modello originale. Si tratta di una delle chitarre più famose della storia del rock, al pari della Fender Stratocaster.
La progettazione di questo strumento si deve a Lester William Polfus, divenuto famoso come Les Paul.
Le origini del progetto Les Paul risalgono al 1940 quando, eseguendo due tagli sulla cassa della sua Epiphone, Les gettò le basi per la creazione di The Log ("il tronco"), il primo prototipo della chitarra: la costruì nella fabbrica Epiphone, di sabato, quando non c’era il personale, cosicché i macchinari fossero a sua completa disposizione. Seguendo l’esatto proseguimento della tastiera, tagliò il corpo in modo da dividerlo in tre parti: 2 in corrispondenza delle buche ad "effe", e quella centrale, che successivamente ricoprì con una tavola di legno di pino e attaccò al corpo con vistose viti e lastrine di metallo. In questo modo la parte centrale si trasformò in un sostegno rigido per i pick-up (peraltro progettati e realizzati dallo stesso Les Paul). Il risultato fu interessante: un aumento della risposta timbrica e del sustain.

Nel 1946 Les Paul decise di portare il Tronco a Maurice H. Berlin, capo della Chicago Musical Instruments Company, amministrazione della Gibson. Ma il progetto di Les Paul e la sua creatura erano troppo avanti coi tempi, quindi The Log fu scartata.
Nel 1950 La Fender, che allora non era ancora un marchio celebre, lanciò la prima vera solidbody (cioè una chitarra priva di cassa armonica, con un corpo molto ridotto e leggero), la Broadcaster, ribattezzata poi Telecaster.
La Broadcaster diede una scossa al mondo delle chitarre elettriche: poiché allora si suonava nelle sale da ballo e si alzava il volume dell’amplificatore al massimo, le buche della cassa armonica delle chitarre provocavano feedback e suoni sgradevoli (in particolare risonanze interne alla cassa: l’evento è definito "lupo" dai musicisti), impedendo ai chitarristi di emergere con il proprio suono nell’orchestra.
Con la Broadcaster si eliminarono molti di questi problemi, spingendo le altre case produttrici di strumenti, fra le quali la Gibson, a sviluppare a loro volta progetti solidbody.
Nel 1950 alla direzione della Gibson venne nominato presidente Ted McCarty, proveniente dalla Wurlitzer Organ Company. Sotto la sua direzione la Gibson ebbe un notevole sviluppo nella produzione di modelli di chitarre solidbody e semiacustiche, trasformando la vecchia immagine dell’azienda, che durante la guerra era stata obbligata a produrre radar e altre apparecchiature belliche.
Il progetto "The Log" di Les Paul fu ripreso in considerazione e Les, assieme a McCarty ed alcuni ingegneri, iniziò a lavorare ad un nuovo progetto che ne risultasse un’ulteriore evoluzione. La prima solidbody della Gibson fu contemplata con specifiche ben definite. La cassa fu realizzata con una tavola di mogano accoppiata ad un top di acero, che nella produzione di serie fu "scolpito" ad imitazione della tavola armonica dei violini. La bombatura non aveva fini solo estetici, ma anche commerciali: la Fender, priva dei macchinari di fresa copiativa necessari per la sua produzione, non era in grado di imitarla.
Il manico, anch’esso di mogano, è incollato al corpo nello stile Gibson, al contrario dei modelli Fender che avevano manico avvitato al corpo. La sua scala di 62,9 cm, rispetto a quella della Fender che era di 64,8 cm, rendeva le corde più morbide e una vibrazione più "corposa". Il prototipo Gibson montava due pick-up single coil P-90 con 4 potenziometri (2 volumi e 2 toni) e il ponte (trapeze/tailpiece), costituito da un trapezio collegato al reggi-cinghia. Le corde partivano dal ponte all’apice del trapezio senza nessun angolo di attacco, il che si ritorceva sul sustain.
Il prototipo fu modificato quando fu brevettato un nuovo ponte (invenzione di Les Paul, ma brevettata da McCarty): ora le corde sono fissate al ponte e compiono un giro su un albero centrale, fornendo un maggior sustain. Si decise di chiamare la chitarra Les Paul e da quel giorno il chitarrista e l’azienda furono legati da quella firma leggendaria sulla paletta.
La Gibson Les Paul costava 210$ di listino nel 1952, contro i 190$ della Broadcaster.

Le chitarre Gibson presentano bordi (binding) di "ivoroid", a triplo filo bianco-nero nelle serie lussuose per cassa, manico e paletta, intarsi di madreperla, scasso per l’impianto elettrico sul retro, per evitare mascherine di plastica visibili frontalmente, fino alle verniciature di nitro.
La cassa: la Les Paul ha un body spesso 1,75"(44,45 mm) e consistente di uno o due pezzi. È realizzata in mogano ma i primi e più famosi modelli presentano un top in acero con l’ausilio di 0,25" portando il corpo ad uno spessore di 2". Il mogano è un legno poroso, solido e ricco di risposta armonica, l’acero, più compatto e rigido, è un ottimo distributore delle alte frequenze. Alcuni modelli economici, come le serie "Junior" e "TV" o la SG presentano una cassa a fronte piatto.
Il manico: è incollato al corpo con una tecnica detta "Set-in", dove una fresatura corrispondente alla sagoma del tacco del manico consente l’innesto di questo con un fissaggio molto solido che favorisce la trasmissione delle vibrazioni. Anche se l’interposizione di uno strato di colla, alterando i coefficienti di elasticità (lo strato di colla ha un coefficiente diverso dal legno usato), rende l’accoppiamento tra i legni meno efficiente che non l’unione di essi direttamente, "faccia a faccia", mediante l’uso di viti che ne assicurano il corretto contatto e la corretta pressione. Più efficace è l’incollaggio con colla animale (di coniglio, di farina, eccetera). I legni per la realizzazione dei manici sono: acero, mogano e noce, mentre le tastiere sono in ebano o in palissandro eccetto alcuni rari modelli "custom" con tastiera in acero. La scala di 62,9 è rimasta invariata, ad eccezione del modello "Baritone". All’interno del manico un tirante in acciaio (truss-rod) permette di regolare le eventuali curvature della tastiera per la trazione delle corde.

I pick-up: all’inizio (1952-1956) la Gibson usava i P-90 (dette Soap-bar o saponette per la propria forma ed il colore chiaro) che erano "single coil" (monobobina). Successivamente vennero installati pick-up humbucker, ovvero che "evitano il ronzio": i single coil, infatti, mostravano un rumore di fondo detto appunto hum, mentre gli humbucker, a due bobine in controfase, ne erano esenti. P.A.F. (Patent Applied For, "richiesta di brevetto effettuata") fu il nome con cui dal ’57 al ’62 vennero denominati gli humbucker creati da Seth Lover per la Gibson nel ’55. A seconda del tipo hanno delle spire di filo di rame avvolte intorno ad un magnete che può essere fatto "Alnico" o ceramica. Il tipo AlNiCo è composto dal 50% di ferro ed il resto da alluminio, nickel, cobalto e rame (dalle iniziali dei quali deriva Al-Ni-Co) che alla fine rendono un alto flusso ed una bassa smagnetizzazione. Quella di tipo ceramica non contiene elementi ferrosi e viene denominata Indox, Diox, Arnox a seconda della ditta produttrice. A confronto con quello di tipo Alnico, quello a base ceramica ha un flusso minore, ma ha una capacità di resistenza alla smagnetizzazione sei volte superiore. La Gibson produce oltre 60 modelli di pick-up e la scelta per ogni modello di chitarra è studiata in base al legno di manico e cassa. La ditta li suddivide, per facilità, in tre grandi categorie:
"Original Humbucker" (Alnico): 6 poli regolabili con un magnete, base in ottone, coperchio esterno in nickel asportabile. Un avvolgimente attivo ed uno passivo.
"Super Humbucker"(Indox): 6 poli regolabili, un magnete, coperchio in nickel non asportabile. Due avvolgimenti attivi.
"Mini Humbucker" (Alnico): 6 poli regolabili, un magnete, base in ottone, coperchio in nickel non asportabile.
Come su ogni chitarra, il peso è determinato dai legni e dall’hardware usati. Sulla Les Paul si va dai 3,8 kg della "The Paul" ai 4,9 kg della "Custom".
Un altro punto fondamentale è la verniciatura; ogni chitarra è passata con 7 mani di vernice "nitro" a spruzzo e sempre nella sequenza: turapori – colore – trasparente. La verniciatura all’uovo e/o alla gomma lacca, non è mai stata utilizzata da Gibson tantomeno da Fender.
Dalla sua prima comparsa, nel 1952, con la GoldTop, la Les Paul ha subito continue evoluzioni tecniche, pur rimanendo fedele sempre nella linea. Le modifiche non sono sempre state dettate da fini timbrici, ma anche estetici. I primi esemplari non presentavano il numero di serie, lo troveremo soltanto sulle Les Paul prodotte a partire dal 1953, inoltre all’ inizio non era presente il "rhythm treble ring". La finitura dorata del top si sarebbe dovuta estendere anche sul resto della chitarra ma ciò non riguardò tutti gli esemplari, anzi con il tempo scomparì del tutto. Moltissime furono lasciate con il mogano in finitura "natural" (dette light back), su alcune invece si utilizzò una vernice scura ma non coprente, molto in contrasto con il top (dark back). Probabilmente poiché McCarty non seguì perfettamente le indicazioni di Les Paul, il ponte trapezoidale non consentiva l’ esecuzione del palm muting. Questo problema era dovuto dalla necessità di far passare le corde al di sotto del ponte (underwrapped) per via dell’ inclinazione del manico di 4,4º. Il problema venne risolto nel 1954 con il ponte "warp around" che equipaggerà anche molte delle Gold Top prodotte l’ anno seguente. Nello stesso anno la scelta fu ampliata dall’ arrivo della versione economica Junior equipaggiata con un solo P-90 e di quella ancora più lussuosa "Custom". L’innovazione maggiore però consiste nel ponte nel Tune-omatic: realizzato da Tom McCarty risulta essere il ponte fisso più apprezzato ad oggi. Gli esemplari originali erano equipaggiati con l’ ABR-1 che si innestava direttamente sul legno del top ed era accompagnato da un tailpiece\stopbar oggi definito "lightweight" poiché realizzato in alluminio. Equipaggerà per un breve periodo solo la Custom ma l’ anno seguente anche la Goldtop. Nel 1956 il logo gibson verrà alzato ma non ci saranno particoalari novità se non a fine anno, quando Seth Lover, dipendente Gibson, brevettò la sua invenzione ultimata nel 1955: L’ humbucker. Con l’ introduzione dei P.A.F. (fissati ai "pick up rings" M-69) la popolarità delle les paul cresce notevolmente, con chitarre celebri come la Gold Top del ’57 o la Custom Blackbeauty con ben 3 humbucker. Nel 1958 la produzione delle Gold Top viene interrotta in favore delle "Burst", Cherry Sunburst sul top e cherry sul fondo in mogano rappresenteranno la "standard". Dato che per la prima volta sarebbe stata esposta la tavola d’acero, queste furono selezionate fra quelle con le venature più gradevoli e incollati a libro (bookmached). Il colore dei blackplates passa da marrone a nero lucido. successivamente troveremo anche top in acero fiammato in luogo di quelli "plain" che andranno a caratterizzare parte della produzione del ’58 e tutta quella del ’59. Le manopole originali ("speed knobs") vengono sostituite dalle "top hat knobs" Le les paul standard del 1959 rappresentano l’ apogeo con un manico leggermente più sottile e fret wide jumbo. La notevole fotosensibilità delle vernici nitrocellulosa utilizzate daranno vita a diverse trasformazioni del colore nel tempo che hanno ispirato la vasta gamma di colori proposti al giorno d’oggi. Alcune ’59 furono realizzate con finiture più scure e\o darkback, mentre il colore delle bobine varia da esemplare ad esemplare poiché si è passato progressivamente dai double black, ai zembrati, sino ai double whites presenti su tutte le les paul del 1960. Queste saranno meno apprezzate per via del manico, notevolmente assottigliato e del colore, più stabile ma forse meno affascinante. Non tutti gli esemplari hanno il top fiammato ma la selezione dell’ acero risulta più rigida. cambiano pure le manopoline (silvertop hat) e il colore dello switch per i pick up (da arancio a bianco). Le standard prodotte furono meno di 1500. Oggi il valore collezionistico di questi strumenti è notevole. Il custom shop di casa gibson ripropone questi modelli riprendendone quasi tutte le caratteristiche originali ma purtroppo non si tratta di repliche fedelissime.
La prima Les Paul è conosciuta col nome di GoldTop, per via del colore, scelto dallo stesso Les Paul per dare un aspetto più lussoso allo strumento. Questa chitarra è stata la prima a beneficiare di modifiche tecniche ed estetiche. Si usa infatti suddividerla in varie serie: 1952-53, 1953-55, 1955-57, 1957-58, 1968-69, 1970-71. In esse possiamo sempre osservare un’evoluzione, ad esempio il ponte trapezoidale, fu sostituito prima dal sistema wrap-around poi dall’odierno ponte a 6 sellette "tune o’ matic", con il "tailpiece" posteriore; altro esempio è quello dei pick-up passati dalla prime tre serie con le "saponette" P-90 (single-coil) agli Humbucker della quarta. La scelta di adottare gli Humbucker in luogo dei single-coil fece nascere la serie "Standard".
La Standard è caratterizzata dalla tastiera in palissandro e dai tipici segnatasti in madreperla trapezoidali; montava meccaniche Kluson, sostituite poi da quelle Schaller ma molti chitarristi fin dai primi anni sessanta preferirono le meccaniche Grover molto più precise e in acciaio pressofuso; tasti "Jumbo". Era disponibile in vari colori, soprattutto con tonalità a 3 sfumature per evidenziare il legno d’acero tigrato (flame top), tra cui l’"Heritage Cherry Sunburst", o anche "Brown Sunburst". I pick up, a differenza delle prime Gold Top che montavano i P-90 Soap Bar, diventano gli humbuckers (combinazione di due bobine avvolte) e molte volte, per mancanza di cover in metallo venivano lasciati scoperti evidenziando il colore delle bobine che poteva essere o bianco o nero; una denominazione ancor oggi usata e di gran apprezzamento tra i chitarristi è quella degli humbuckers "zebra" cioè con una bobina bianca e l’altra nera.
La serie Standard iniziò ufficialmente nel 1958, per "rimpiazzare" le Gold Top che venivano prodotte sin dal 1952 con varie modifiche successive e terminò nel 1960 con l’introduzione l’anno successivo del modello SG. (op. cit. The Ultimate Guitar Book-Tony Bacon&Paul Day-Dorling/Kinersley Publishers)

La Custom è stata progettata come il modello di lusso della linea Les Paul. A prima vista, rispetto agli altri modelli, spiccava per rifiniture, inserti di madreperla (diamond sulla paletta), plastiche nere e riflessi dorati delle parti metalliche. I primi modelli, in colore nero divennero famosi con il nomignolo di Black Beauty, utilizzato ancora oggi per indicare questa colorazione. Nel 1956, montava dei P-90 in un inedito colore nero. Nel 1957, in seguito al brevetto P.A.F., montò gli "Humbucker", 2 o 3 a seconda della versione scelta, e poteva montare anche una leva vibrato "Maestro". Altra peculiarità rispetto alle altre Les Paul erano le parti metalliche tutte placcate in oro (tuttavia esistono eccezioni di Custom con parti in nickel). Il corpo era costruito con mogano dell’Honduras, impiegato anche per il manico e con una tastiera in pregiato ebano, arricchita con segnatasti rettangolari in madre perla (a partire dal primo tasto, a differenza della serie Standard). Il modello inoltre, presenta un body più spesso del modello standard che caratterizza un maggiore sustain alla chitarra, data la maggiore ampiezza delle camere tonali. Il peso di 4,9 kg e le rifiniture del manico e della lavorazione sul body rappresentano tramite questo modello l’apice della casa statunitense. Proprio per la sua lavorazione, in parte a mano, la Les Paul Custom viene costruita dal Custom Shop una fabbrica discostata dalla produzione delle altre Gibson. Prodotta principalmente in colore nero, con finiture (binding) a triplo filo bianco-nero-bianco per tutto il corpo, è stata realizzata anche in colori "Alpine White" (bianco neve, che invecchiando diventa color crema o a volte quasi banana!), in varie tonalità sfumate (tobacco o cherry sunburst), in "Wine Red" (vinaccia), natural (top riportato in acero naturale) ed in una sua variante più rara, della metà degli anni ’70, conosciuta come "The Natural" (con top, manico e tastiera entrambi in acero naturale).
La produzione della Les Paul, nella sua forma originale a singola spalla mancante, a causa di una diminuzione nelle vendite dovuta anche ad un costo di produzione elevato che si ripercuoteva nel prezzo di vendita al pubblico molto più elevato rispetto ai modelli prodotti dalla concorrenza, venne interrotta all’inizio del 1961. Al suo posto venne introdotto un modello dotato di design più moderno dotato di un corpo interamente in mogano di spessore ridotto rispetto alla chitarra originale, privo della tavola sagomata in acero e caratterizzato dalla presenza di due spalle mancanti a forma di "corno". Questa nuova Les Paul però non convinse appieno il chitarrista che aveva legato il suo nome al modello precedente che interruppe il rapporto con la Gibson, costringendo ad un cambio nel nome del modello che divenne semplicemente SG (solid guitar). Negli anni successivi i vertici della Gibson si resero conto che le Les Paul prodotte negli anni 1958 e 1959 stavano diventando molto ricercate dai musicisti e dagli appassionati, così decisero di riprendere, nel 1968, la produzione del modello originale degli anni ’50.
Nel 1968 riprende la produzione Les Paul originale, nel modello Custom (per la Standard bisognerà attendere il 1975), e si affiancano nuovi modelli, come la "Studio" del 1983 e la "De Luxe" del 1970. La De Luxe era un modello differente dalla tradizionale serie Standard per vari aspetti come i pick-up, qui mini-humbucker, il manico in 3 pezzi e, successivamente, il body "pancake", il manico in acero, poi in mogano. La versione più "famosa" è quella con il top in oro, lo stesso oro della GoldTop, infatti il suo nome completo era: Les Paul Standard De Luxe GoldTop.
La linea Studio è stata introdotta nel 1983 con l’intento di fornire ai musicisti che lavorano prevalentemente in studio di registrazione (da qui il nome del modello) uno strumento che avesse le stesse caratteristiche tecniche e timbriche di una Standard ad un costo inferiore, dovuto essenzialmente alla mancanza di alcuni abbellimenti puramente estetici come il binding (la fascia di colore chiaro) intorno alla cassa e sui lati della tastiera. La maggior parte dei modelli della linea sono dotati della tavola in acero, esattamente come le Standard, anche se il legno utilizzato non ha il disegno fiammato o marezzato delle Les Paul più costose. Altri modelli hanno la cassa realizzata interamente in mogano. Esiste anche una versione con il diapason di lunghezza maggiore, denominata Baritone. Nelle varianti più ricercate della Studio sono presenti caratteristiche e componenti della Les Paul Custom, come hardware dorato e addirittura tastiera in ebano. Anche su questa linea è disponibile la versione Robot, dotata di un sistema elettromeccanico che consente l’accordatura automatica e il passaggio rapido automatizzato da una accordatura ad un’altra. Nella linea "Studio" esiste un modello più economico, con tavola in mogano anziché acero e verniciatura opaca, denominata "Worn".
Tra il 1969 ed il 1971 vengono prodotti tre modelli: Professional, Personal e Recording. L’obiettivo era quello di eliminare le interferenze. Per realizzare questo, fu modificata tutta l’elettronica: furono montati due pick-up a bassa impedenza, accoppiati a dei piccoli switch che invertivano la fase selezionando una precisa gamma di frequenze, regolabili fino ad 11 posizioni. Si poteva anche commutare l’impedenza di uscita del segnale.
Tipico della Gibson realizzare serie "Anniversary", che celebravano una data importante per la casa. Due di queste erano le Custom 20th e la 25/50, entrambe con base la "Custom", e sono le Les Paul più curate della storia, con un intarsio in madre perla nella 25/50.
Parlando delle rifiniture va citata la Artisan, sempre con base la "Custom" e grafiche ispirate alla serie famosa di banjos Gibson "5-Corde MasterTone". Anche lei come la "Custom" montava 2 o 3 pick-up.
Nel 1976 sono prodotte una semi-acustica, in stile Gibson Chet Atkins, ed una basso, ancora in produzione, ed è identico alla "Standard". Poi anche una acustica fu prodotta in pochissimi esemplari. Questi appartenevano alla serie "Signature".
Nello schema seguente si riportano le differenze tra i modelli "Standard", "Studio" e "Custom", cioè i più venduti, per aiutare a distinguerli. Recentemente la Gibson ha messo in commercio un kit di trasformazione (Dress Up Custom o Dress Up Standard, che contiene parti specifiche in metallo e in plastiche, nonché le meccaniche, il tutto per far assomigliare una chitarra all’altra), ma non riesce comunque a "mascherare" le differenze dei legni, dei colori e della qualità (che nella Custom è più curata). Ciò detto, è utile ricordare che contrariamente a quanto la logica possa suggerire i modelli di Les Paul più ricercati dai collezionisti sono gli "Standard" che possono raggiungere quotazioni fino a 450.000 $ USD per alcuni modelli di fine anni ’50.
[Tratto da Wikipedia]


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